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The Vespucian Problems. What Point Have They Reached?

Giuseppe Caraci
Imago Mundi
Vol. 18 (1964), pp. 12-23
Published by: Imago Mundi, Ltd.
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/1150375
Page Count: 12
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The Vespucian Problems. What Point Have They Reached?
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Abstract

Con la comparsa dell' America la bien llamada di R. Levillier (1948), si può dire che i problemi vespucciani siano tornati addietro di un secolo; e precisamente al punto in cui li lasciarono F. A. Varnhagen (1865) ed E. Vìgnaud (1917), mentre A. Magnaghi (1924) aveva ormai indicato quale fosse la via giusta per giungere ad una loro soddisfacente soluzione. Il contrasto tra le due correnti di studio consiste, in sostanza, nella valutazione delle fonti pleno jure utilizzabili, dalle quali è necessario decidersi ad espungere, come base per la ricostruzione dei viaggi vespucciani, il gruppo di scritti apocrifi costituiti dal Mundus Novus, dallie cosi detta Lettera al Soderini e dal frammenti Ridolfi, dei quali i due primi sono responsabili delle patenti aporie della "tradizione". L'A. di questo studio riassume brevemente le fondamentali istanze critiche, che non permettono di accogliere come valida la tesi più di recente esposta da R. Levillier sul terzo viaggio tradizionale (1501-2; in realtà il secondo dei due soli che il Vespucci compi), quale si legge in Imago Mundi, XI (1954), 37-48.

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