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The 'Sepolcro Dorico' and Bartolommeo de Rocchi da Brianza's Drawing of it in the Aurelian Wall between Porta Flaminia and the Tiber River

Gustina Scaglia
Arte Lombarda
Nuova serie, No. 96/97 (1-2) (1991), pp. 107-116
Stable URL: http://www.jstor.org/stable/43132241
Page Count: 10
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The 'Sepolcro Dorico' and Bartolommeo de Rocchi da Brianza's Drawing of it in the Aurelian Wall between Porta Flaminia and the Tiber River
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Abstract

Almeno undici disegni di Sallustio Peruzzi, Antonio da Sangallo il Giovane e di un altro architetto antiquario relativi ad uno stesso edificio includono notazioni che collocano l'edificio nelle mura aureliane di Roma presso Porta Flaminia. Le prime notizie in merito sono di Poggio Bracciolini. Si tratta del Sepolcro Dorico, una tomba romana che era stata edificata prima di essere inclusa nelle mura aureliane. Il Sepolcro non è riportato nelle piante di Roma, ma molti disegni del brianzolo Bartolommeo de Rocchi, relativi alla fortificazione costruite a Piazza del Popolo, includono la tomba dopo la seconda torre (1550 c). Le note di Giovan Battista Montano, architetto e teorico milanese (1534-1621), sul suo disegno della tomba da la stessa collocazione ma aggiunge che il monumento è stato distrutto dal 'Letterato'. Questi era Gian Leonardo Ceruso, monaco e maestro dei Fratelli dell'Oratorio della Morte, che ricostruì l'antico interno della tomba come orfanotrofio e cappella (1582). Quindi il disegno del Rocchi è l'unica registrazione della struttura che i cartografi del sedicesimo e diciassettesimo secolo trascurano. La notazione del Montano interpreta il cambio di destinazione e la relativa ristrutturazione come una distruzione, ma la demolizione definitiva avvenne solo qualche tempo dopo il 1681.

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